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Dai moti del 1821 alla prima Costituzione italiana del 1848
Le varie anime di chi ha fatto l'Italia

 

Biella 30 ottobre - 18 dicembre 2011

 

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Nel 1821 l'Europa ridisegnata dal Congresso di Vienna dopo la sconfitta di Napoleone, è scossa dai moti costituzionalisti. L'insurrezione si propaga dalla Spagna a gran parte delle capitali dell'Europa continentale e anche Torino è investita dalla rivoluzione. La monarchia vacilla. Vittorio Emanuele I abdica in favore del fratello Carlo Felice e i borghesi, gli intellettuali liberali e una parte degli alti gradi dell'esercito sembrano sul punto di ottenere la Costituzione, concessa e poi ritirata da Carlo Alberto.
Anche Biella, come altri centri del Piemonte, vive una breve stagione libertaria che vede protagonisti Giovanni Battista Marochetti, Pietro Carta Molino, Giuseppe Ferraris e tanti altri biellesi. Nel marzo del '21 Biella è una città libera, ma la reazione non si fa attendere e all'inizio di aprile gli austriaci, chiamati in soccorso dai Savoia, sono nuovamente padroni della piazza. Perquisizioni, arresti, condanne a morte, ad anni di carcere, al confino per decine di biellesi accusati di essere cospiratori.

È una pagina sconosciuta della storia Biellese che merita di essere scoperta soprattutto attraverso i volti e le vicende avventurose di tanti fuggiaschi ed esuli che trovarono rifugio Oltralpe o in America Latina.
L'allestimento, con materiale inedito frutto di impegnative ricerche e bella iconografia, narra anche gli eventi che prima e dopo il 1821 portarono il Biellese fino al 1848 e all'Unità d'Italia.
Gli Archivi di Stato di Biella e di Torino, diverse biblioteche e contatti internazionali hanno consentito di ricostruire nel dettaglio i profili dei protagonisti grazie a chi, da tempo, si è dedicato con passione e competenza al periodo napoleonico e a quello risorgimentale vissuti nel Biellese.

Quella del ’21 non fu solo una rivolta elitaria e settaria, bensì, se non proprio un moto di popolo, una ribellione medioborghese che ha coinvolto decine se non centinaia di nostri conterranei di allora. Ed è importante notare che dalle vicissitudini del 1821 è scaturita una parte importante della "classe dirigente" della Patria in via di unificazione, sia in ambito civile e politico, sia negli ambienti militari. Da quelle barricate è nato un Piemonte nuovo pronto a guidare la nascita dell'Italia nuova.

La selezione iconografica offre, soprattutto, l’occasione di apprezzare e di leggere i documenti originali che hanno ritmato gli eventi di Biella del marzo 1821, così come permette di inquadrare storicamente gli antefatti e le conseguenze generali, ma in special modo quali sono state le esperienze dei fuoriusciti e dei condannati, alcuni dei quali già giovani rivoluzionari ai tempi degli "Alberi della Libertà". Attraverso l'elaborazione dei dati raccolti è stato possibile proporre un ritratto dello "insurrezionalista tipo" biellese.
Altra caratteristica dei supporti iconografici sta nel fatto di aver privilegiato immagini dell'epoca nel vero senso della parola: si tratta per lo più dei disegni di Clemente Rovere (1847) per quanto riguarda il Biellese e di stampe pubblicate sulle riviste del tempo, ovvero ciò che i contemporanei potevano "vedere" effettivamente dei luoghi di fuga e di soggiorno dei fuggiaschi biellesi.

Nella prima sala si può individuare la sezione "storiografica" vera e propria, mentre nel secondo spazio si è inteso enfatizzare anche in termini scenografici e più efficacemente didattici i contenuti dell’argomento. Ecco quindi il "planisfero" dei transfughi con gli itinerari che li hanno condotti per il mondo. Ed ecco lo "studiolo dell’esule", una ricostruzione dell’ambiente fisico e intellettuale di Giuseppe Ferraris, medico e patriota scampato alla forca, del quale mostrano la biblioteca e gli oggetti di un idealista-scienziato-viaggiatore.
Infine, oltre ai volti, i visitatori sono accolti dalle "voci" dei moti del ’21. Un gioco di rivisitazione delle parole reso possibile da interpreti che hanno restituito vita sonora ai proclami pubblici e alle riflessioni intime di molti, primi attori di quella straordinaria stagione.

 

Patrizia Bellardone
Graziana Bolengo
Danilo Craveia
Diego Presa
Diego Siragusa