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Avogadro di Valdengo

La famiglia

Molti sono gli aspetti ancora da chiarire sull'origine della famiglia Avogadro che ebbe parte rilevante nella storia civile ed ecclesiastica della Vercelli medioevale.
In seguito alle lotte tra le varie fazioni cittadine,si attestò ramificandosi nei castelli del contado ottenuti con diversi beni dalla Chiesa vercellese, in modo sempre più stabile, in particolare dopo la presa viscontea di Vercelli nel 1335.
Nel 1404 gli Avogadro si diedero ad Amedeo VIII di Savoia che li investì delle terre di Cerrione, Mongiovetto, Zubiena, Sala, Donato, Cossato, Ponderano, Quaregna, Cerreto, Bruallo, Piatto, Valdengo, Vigliano, Mottalciata, Massazza, Benna, Albano, Villata, Casalvolone e Nebbione.
I diversi rami, denominati dai feudi, diedero vita a minori consortili disciplinati da ferrei antichi statuti che il 25 aprile 1548 furono sostituiti da un "patto di famiglia".

Il consortile di Vigliano, Valdengo e Montecavallo

La loro presenza tra i feudatari di Valdengo potrebbe risalire ai primi decenni del XI secolo, ma comincia ad essere attestata da testimonianze documentali nel corso del XII. La costruzione del consortile di Vigliano, Valdengo e Montecavallo fu lenta e si consolidò a partire dalla metà del XIV secolo con l'acquisto di beni e sempre più ampie quote di giurisdizione.
Il titolo di Collobiano e Formigliana giunse al consortile in via ereditaria nel 1665 derivante dalla linea di Simone di Collobiano guida politica di Vercelli agli inizi del '300. Da Simone discendono i rami di Antonio che si estingue con Troila sposa del conte Flaminio Avogadro di San Giorgio, e di Gabriele dal quale discende Virginio che nel 1655 testa a favore degli Avogadro di Valdengo e degli Avogadro di Quaregna.
Stretti legami esistono anche con gli Avogadro di Quaregna e Cerreto.

Bibliografia:
C. Banfo - A. Sola, Vigliano Biellese. Un territorio, una comunità, Vigliano B.se 2004, pp.315-406
L. Borello - M. Zucchi, Blasonario Biellese, Torino 1929

L'archivio

L'archivio Avogadro di Valdengo fu acquistato nel 1972 poco prima che l'antico palazzo della famiglia, posto in Biella, nel quale era conservato, fosse demolito.
La documentazione concerne in particolare le diverse linee del consortile. Molti sono i documenti degli Avogadro di Collobiano, linea di Simone. Numerosi fascicoli riguardano l'amministrazione dei beni situati in Biella, Collobiano, Formigliana, Montecavallo, Pezzana, Quinto Vercellese, Valdengo, Vigliano Biellese. Comprende anche documenti delle famiglie Spina, Rivazia, Battiani, Delle Lanze e Vibò, nonché carte appartenenti alla famiglia Vialardi di Verrone, la cui ultima erede Maria sposò nel 1874 Luigi Ernesto Avogadro di Valdengo.
I documenti sono suddivisi in serie

  • Archivio serie I (1385-1785)

    È la parte più antica; fu riordinata verso la fine del 1700 ed è corredata da un inventario analitico dell'epoca manoscritto e rilegato in volume, del quale non si conosce l'autore.
    I documenti risultano suddivisi in 104 pacchi riuniti in 71 scatole. All'interno di ognuna i fascicoli sono disposti in ordine cronologico salvo i pochi casi in cui le carte sono state inserite posteriormente.
    Da una revisione del 1886 risultavano già mancanti 15 scatole tra le quali le prime 9 di genealogie, carte concernenti la storia della famiglia, doti e testamenti (1254-1672; la 82 - carte sul beneficio di Santa Barbara eretto nella cattedrale di Vercelli (1310-1727); da 87 a 90 - documenti su Pezzana (1326-1777); la 99 - con documenti su casa delle Lanze (1583-1660).
    Di rilievo risultano le serie di protocolli notarili e di atti di lite nelle quali sono contenuti pezzi cartacei dei sec. XIV-XV.

  • Archivio serie II (1343-1940)

    Questa serie è giunta senza traccia di ordinamento se si esludono alcuni raggruppamenti per provenienza o materia.
    Le carte sono state condizionate in 46 mazzi, fascicolate e inventariate nell'ordine in cui si presentavano. L'inventario redatto nel 1983 è stato rivisto nel 2001 per adattarlo alla banca dati dell'Istituto (G. Bolengo, V. Miotello)
    Tra i documenti sono da segnalare le carte del canonico e storiografo Gustavo Avogadro di Valdengo (1814-1847); i manoscritti dell'erudito Carlo Frasconi; gli atti relativi all'attività di Pietro Avogadro di Formigliana e Crispino Avogadro di Valdengo in periodo francese; numerose curiosità, quali ricette dei secoli XVIII e XIX.

  • Pergamene

    Le pergamene e i rotoli costituiscono una serie a se stante suddivisa in tre sotto-serie rispecchianti la provenienza dei documenti.

    • I (sec. XIV - 1838, in copia dal 1227)

      Sono 137 pergamene e rotoli provenienti dal ramo Avogadro di Valdengo. Non presentano tracce di ordinamento . Si trovano investiture, consegne, atti di acquisto o vendita, divisioni, doti.
      Alcune pergamene provengono dalla famiglia Battiani; alle carte Vibò appartiene la donazione del 1633 e alle carte dell'abbate Gustavo Avogadro di Valdengo le due pergamene del sec. XIX.

    • II (1220-1569)

      Sono 131 pergamene e rotoli provenienti dal ramo di Collobiano, linea di Simone e riguardano principalmente i territori del Vercellese. Tra di esse meritano rilievo un rotolo costituito da 11 pezzi cuciti e contenente atti finanziari relativi a prestiti concessi da Simone Avogadro al comune di Vercelli tra il 1310 e il 1316 e l'autografo di Carlo V imperatore con il quale viene legittimato Tomaso figlio di Filippo Avogadro di Collobiano. Numerosi sono i testamenti e i documenti relativi ai diritti feudali.
      Non si sono rilevate tracce di ordinamento.

    • III (sec. XV - 1844)

      Sono 47 pergamene provenienti per lo più dalla serie II dell'archivio.

    Le pergamene sono state riprodotte in digitale e regestate seguendo l'ordine nel quale sono pervenute utilizzando l'apposito modulo del sistema informativo degli Archivi di Stato (F. Pessotto - 2006).

  • Disegni

    Sono 20 tavole del XVIII secolo riferite a proprietà della famiglia e lavori al castello di Valdengo, alle quali si aggiunge un "piano dimostrativo della città di Biella" datato 1908.
    Molte furono estrapolate dalle carte della serie seconda.
    L'inventario è realizzato utilizzando un applicativo web con back end SQL, appositamente programmato per la rilevazione. Il motore interno permette la ricerca utilizzando i campi data, titolo, descrizione, soggetto, luogo e autore(P. Perona 2004-2005).

Bibliografia:
G. Bolengo, L'Archivio Avogadro di Valdengo, in 'Rivista Storica Biellese', I (1983), pag. 109-126.
F. Pessotto, Da novecento anni le pergamene ci raccontano, in "Rivista Biellese", 3/2007, pp. 66-73

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©2003 Archivio di Stato di Biella - ultimo aggiornamento 25 gennaio 2016