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Ferraris Francesco e Carlo Giuseppe

I produttori

I fratelli Ferraris nacquero a Tonco nell'Astigiano, in una famiglia di piccoli possidenti della quale oltre al padre Giovanni Battista e alla madre Rosa Mossano facevano parte altri due fratelli Antonio e Veronica.
Francesco nato nel 1786, acquistò a Biella una farmacia in via San Filippo e diventò, come è testimoniato dal suo sigillo, "Ier Apothicaire de l'Hopital de Bielle".
Carlo Francesco nato il 22 maggio 1793 si laureò presso l'Università di Torino nel 1817 seguendo, tra gli altri, corsi di scienze naturali. Frequentava la farmacia di Biella, luogo di riunione dei carbonari, con i quali partecipò alla rivolta del 14 marzo 1821. Condannato a 15 anni di prigione, fuggì prima in Spagna poi a Lione, quindi a Bruxelles dove lavorò in una farmacia. Qui ricevette da Pietro Carta Molino, conosciuto a Biella, l'invito ad accompagnarlo in Argentina dove arrivarono nel 1826. Il Molino lo aveva raccomandato al presidente Bernardino Rivadavia che il 10 aprile 1826 lo nominò conservatore dei gabinetti di fisica e chimica e di storia naturale in Buenos Aires. Nei primi mesi aiutò Ottavio Mossotti nell'installazione dell'Osservatorio Astronomico, quindi si concentrò sul museo di storia naturale. Nato nel 1812, il museo era formato dalle collezioni di padre Bartolomé Munoz, ma non aveva mai funzionato realmente; fu Ferraris ad accrescerne la dotazione e a dare impulso alle attività. Come direttore del museo conobbe e lavorò con i naturalisti Alcides d'Orbigny e Charles Darwin. Nel 1828 il Tribunale di Medicina gli concesse la possibilità di esercitare la libera professione di farmacista. Aprì una farmacia in calle Reconquista e, nel 1834, fece parte della commissione di farmacisti che doveva costituire la Giunta Superiore Governativa della Facoltà di Farmacia. Alla presa del potere da parte di Juan Manuel de Rosas, Carlo Giuseppe presentò le dimissione e vedendosele respinte, chiese una licenza e rientrò in Italia. Prima di partire aveva ceduto la farmacia e spedito numerose casse di animali che donerà ai Musei di Scienze Naturali dell'Università di Torino e di Milano. Il 16 giugno 1840 Carlo Alberto re di Sardegna commutò la condanna alla galera in 15 anni di esilio che Carlo Giuseppe aveva ormai scontato.
I fratelli Ferraris si riunirono così nel Biellese dove trascorsero gli ultimi anni della loro vita nella tenuta La Palazzina in Occhieppo Inferiore.
Francesco morì nel 1855, Carlo Giuseppe il 16 maggio 1859.

Bibliografia:
Giancarlo Libert, Astigiani nella Pampa. L'emigrazione dal Piemonte, dal Monferrato e dalla provincia di Asti in Argentina, Chivasso 2005, pag. 109-113

Alcune informazioni provengono direttamente da Giacomo Calleri Damonte

L'archivio

La documentazione più che un vero e proprio archivio, costituisce una raccolta di carte ordinate dal proprietario Giacomo Calleri Damonte discendente dei Ferraris.
È raccolta in tre mazzi all'interno dei quali risulta raggruppata in 16 fascicoli con numerazione progressiva.
Il mazzo 1 contiene le memorie provenienti da Carlo Giuseppe compresi gli atti concernenti la sua partecipazione ai moti del 1821. Nel mazzo 2 sono conservate, per lo più, carte relative all'attività di farmacista in Biella di Francesco. Il mazzo 3 riguarda le proprietà di famiglia.
L'inventario è stato realizzato sulla traccia dell'ordinamento originario e degli appunti di Giacomo Calleri.

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